venerdì 23 maggio 2008

Un brivido lungo la schiena .......

Più o meno c'eravamo, più o meno ce lo ricordiamo, più o meno il periodo coincide con i ricordi più belli e non vi dico il brivido che corre lungo la schiena ...............
http://www.youtube.com/watch?v=wO3HtSbaPGM&feature=email

http://www.youtube.com/watch?v=nuvU1DGm_zk&feature=email

......... è possibile che tutto ciò ora è distrutto?

martedì 20 maggio 2008

Sud Africa. Le fiamme della vergogna.

Il Nobel per la pace Nelson Mandela, il leader della lotta contro l'apartheid, figura carismatica nel Paese, ha lanciato un appello: "Ricordate da quali orrori veniamo, non dimenticate mai la grandezza di un Paese che ha sconfitto le sue divisioni. Non ripiombiamo in una lotta distruttiva". A Città del Capo, al solito come capita da un po di tempo, è stata presa di mira la comunità somala che gestisce una gran quantità di piccoli commerci. I disperati del continente africano che negli ultimi mesi avevano cercato un rifugio nel più ricco Paese del continente a caccia di un lavoro o di fortuna cercano disperatamente di mettersi in salvo, 22 morti e 50 feriti a Johannesburg, all'inizio la polizia ha evitato di intervenire, ma quella che sembrava una delle tante risse tra poveri, presto si è trasformata in una rivolta a sfondo xenofobo e razziale e c'è un fugga generale degli emigranti dopo le violenze cominciate sabato. Tra i morti e i feriti ci sono uomini e donne dati alle fiamme, fatti a pezzi a colpi di machete, massacrati a bastonate, linciati con pietre e mattoni. Almeno 5/6 mila persone hanno cercato rifugio nelle chiese e nelle stazioni di polizia. Sono soprattutto cittadini del Malawi dello Zimbabwe, perseguitati dalla fame e minacciati dalla violenza politica, gente scappata da una crisi economica senza precedenti. L’ondata xenofoba non risparmia nessuno: nigeriani, congolesi, pachistani. Gli stranieri, come sempre accade (Ponticelli docet), sono accusati di deliquenza e di portar via gli affari, il lavoro. Fanno da capro espiatorio e scontano gli effetti della crisi sociale ed economica che ha colpito il Sudafrica dove la disoccupazione ha raggiunto il 30 per cento, il costo della vita è salito vertiginosamente, non si trovano case, la criminalità è aumentata in maniera esponenziale e il divario tra ricchi e poveri è diventato impressionante. Il presidente sudafricano Mbeki ha annunciato un’inchiesta «per capire cos’ha provocato l’ondata di violenza». Zuma, presidente del partito al potere, l'ANC e futuro candidato alla presidenza l’anno prossimo, è andato giù pesante con dichiarazioni che hanno marcato la distanza politica che separa i due uomini: «Dobbiamo vergognarci del nostro comportamento. Noi sudafricani durante l’apartheid abbiamo trovato rifugio in Paesi stranieri e siamo stati trattati benissimo. Chi scappa da condizioni disperate deve essere accolto con comprensione». Una stilettata a Mbeki. Il presidente sul problema dello Zimbabwe – Paese precipitato nel barato di una terribile crisi economica grazie al dittatore Robert Mugabe - ha sempre tenuto un atteggiamento conciliante, mentre Zuma ritiene che debba essere risolto al più presto perché destabilizza il mezzogiorno del continente. Il premio Nobel per la Pace, il vescovo Desmond Tutu, si è rivolto alla popolazione. "Vi prego", ha detto alla radio, "fermate subito queste violenze. Quelli che attaccate, che uccidete, che violentate, sono nostri fratelli e sorelle. Anche noi siamo stati aiutati da altri africani, abbiamo sofferto, sappiamo cosa significa fuggire dalla miseria. Noi stiamo uccidendo i loro bambini. Fermatevi, vi imploro: non possiamo disonorare le nostre conquiste. Stiamo di nuovo tornando agli anni delle catene e dei collari".

mercoledì 14 maggio 2008

Colonialismo. La verità nascosta dietro al peloso buonismo.


Peccato. Peccato veramente che i libri di storia italiana ci insegnino tutto sulle guerre puniche, sui cartaginesi, di Ciro il Grande, della civiltà egizia, greca, romana: stranamente però, la storia dopo il rinascimento sui nostri libri è molto scarsa o i programmi scolastici non arrivano alla dissamina di questo periodo importante della nostra storia recente. E' sotto completo silenzio il periodo delle colonizzazioni o la storia più recente del 1900. Abbiamo, ultimamente, un preludio di pubblicazioni riguardanti il glorioso ventennio fascista, come a dire una rivalutazione o meglio una rilettura pro mussoliniana e Salò-niana. Abbiamo già delle "autorevoli" voci e pronunciamenti a voler rivedere la storia più tragica e atroce dell'Italia moderna sui libri di testo.
Nelle edicole, nelle librerie, nelle bancarelle c'è una ampia serie di pubblicazioni, riviste, enciclopedie, collane di raccolta che vogliono ricordarci "anche i lati positivi” della colonizzazione in modo più o meno vistoso del mito degli italiani brava gente.
Il Presidente francese Sarkozy, diretta espressione della destra, presidente di un paese europeo privo del peccato originale che tocca a noi italiani cioè il fascismo, con tradizioni coloniali molto più antiche, consolidate e con ampi possedimenti coloniali tutt'ora il 10 Maggio 2008 ha dichiarato: “ Dobbiamo avere il coraggio di parlarne per farci carico della nostra storia. Il periodo coloniale e l'abolizione della schiavitù sono stati spesso vissuti come storie esterne, stavo per dire periferiche. Eppure, fanno parte in maniera intrinseca della storia francese. Di questa storia dobbiamo poter dire tutto.
Chapeu, Monsieur le president!! e non solo, ha anche proposto di insegnare ai bambini fin dalle elementari cos'è stato il colonialismo a la schiavitù. Un gesto di apertura totale a tutte le organizzazioni che difendono l'importanza di una rilettura della storia francese. Ha deciso, inoltre, che d'ora in poi il 23 Maggio sarà la giornata delle celebrazioni di quest'evento che ricorda la tragedia della schiavitù e del colonialismo.
Nel 2006, Parigi ha votato una legge per la memoria dei milioni di schiavi deportati, citandola come “crimine contro l'umanità”. In Italia, diversamente, andiamo verso un'improvvisa voglia di voler scrivere il passato recente sotto altre vesti e forme. Un voler interpretare e dettare forme ufficiali inclusive nei testi di storia. Inaudito.
E' necessario contrastare civilmente questa inciviltà della rappresentazione della storia per compiacere la parte politica vincente del momento.
Va ricordato SEMPRE che questi sono crimini contro i diritti fondamentali della persona e come tali non suscettibili di prescrizione dunque non possono essere soggetti al dimenticatoio. Sono crimini incancellabili. Non può esistere la formula assolutoria della “brava gente”. Diversamente deve esserci il riconoscimento storico di questa dramma anche da parte italiana e creare una giornata per ricordare questi sciagurati eventi.
Questo sarà un argomento da approfondire seriamente prossimamente.