martedì 10 giugno 2008

E' il momento di serrare le fila.


C'è un momento che una persona pensa a quel che è successo e rivede i fotogrammi come un film già visto.
Memorizzi azioni e dici tra e te, conosco questa strada, ho già posato il piede in quella data maniera, ora vedrò una macchina o un volto noto che già avevo visto in quella precisa espressione etc.
Ho fatto questa introduzione per arrivare al nocciolo della questione.
Insieme a tanti compagni, amici, fratelli e sorelle italosomali il 4 Luglio 1996 abbiamo fondato l'ANCIS.
Era il punto di partenza ambizioso e che partiva da un presupposto altrettanto più ambizioso:
fare casa comune, rappresentare la nostra cocciuta solitudine in modo collettivo e cercare di saltare insieme gli ostacoli che inconsapevolmente gli italosomali pongono fra loro e con gli altri.
Gente magnifica gli italosomali: intelligenza poderosa (magari si perde in mezzo bicchiere d'acqua), carattere chiuso (derivante anche dalle mille difficoltà), litigiosità permanente, permalosità chilometrica, sospettosità impareggiabile etc etc., ma nonostante tutto ciò, e memori degli errori avvenuti nel passato (per esperienze similari intraprese anni fa ma sempre fallite) siamo andati avanti in questo progetto veramente innovativo per la Comunità.
Eccoci qui ora, dopo 12 anni e tanta esperienza acquisita direttamente nei campi di battaglia. Qualche risultato, possiamo dire, lo abbiamo raggiunto. A questo proposito nei prossimi giorni comunicheremo direttamente l'EVENTO che inciderà profondamente sulla Comunità, tuttavia, nel contempo bisogna chiaramente dire che è necessaria una crescita mentale e porre fine a sterili disfide o malcelati calcoli che non hanno più ragione di esistere né di essere. Bisogna prendere atto che gli italosomali della nostra generazione hanno la particolarità unica di essere nati in un contesto storico irripetibile. Siamo un unicum non paragonabile con altre realtà di meticciato di tutto il mondo: noi non apparteniamo alla patria materna (vista la patrinimicità di cui si fa uso in Somalia) né a quella paterna (vista la considerazione di fondo che ha la società italiana a considerarci neri); non abbiamo una cultura specifica da sviluppare, parliamo due lingue che ci appartengono (molti neanche tutt'due) e non ci appartengono, abbiamo una religione imposta, abbiamo tante volte cognomi non nostri ma per contro siamo un'etnia che ha una precisa data di partenza cioè dall'arrivo dell'Italia in Somalia (ed è questo il preciso contesto storico), sappiamo chi era e chi è stato il primo meticcio maschio (1911) e la prima femminuccia (1912).
A seguire nel tempo c'è stato l'incremento crescente degli italosomali; il fascismo e le sue leggi razziali; i collegi; la guerra e la sua fine; i collegi ancora; la fine del colonialismo ma non la fine del razzismo, altri collegi etc. etc.
Questa è la pecularietà unica ed irripetibile a cui mi riferisco sempre. Non la trovate da nessuna altra parte. E' solo nostra.
Quelli che sono nati dopo l'indipendenza ci sono perché sono nati da un atto di amore fra due persone che si sono scelte e si sceglieranno ma non hanno nulla a che fare per il vissuto con la nostra generazione, la generazione del ceppo d'origine degli italosomali.
Partendo da quel punto Ancis si è battuta per arrivare a far quadrato nella nostra peculiarità. Ci siamo riusciti, caparbiamente, a tracciare una linea da seguire e, se oggi ci sono evidenti risultati che ci fanno dialogare con le istituzioni, i mass media e le organizzazioni preposte vuol dire che c'è gente che si è sacrificata per raggiungere questi obiettivi. Questa gente ha speso il proprio tempo libero, ha rinunciato alle proprie ferie, ha speso di tasca propria le trasferte per raggiungere lontane località etc etc.
Quello che vi chiediamo è semplicemente il vostro sostegno e chiediamo di contribuire tangibilmente questo sostegno con il versamento delle quote associative che sono annuali e che per quest'anno ammontano a 50,00 €. Il Conto Corrente ANCIS su cui effettuare il versamento postale è questo: C/C 87320222, per il bonifico postale utilizzare le seguenti coordinate:
IT 82 C 07601 03200 000087320222
Dobbiamo raggiungere tutti, di conseguenza tale quota scenderà a 25,00 € l'anno prossimo. Chiarisco in maniera netta che questa è la quota associativa ANNUALE di ANCIS che va a ANCIS e nessun altro, punto.
Il gruppo dirigente Ancis vi chiede di lasciar perdere dietrologie inesistenti e cominciamo veramente il "percorso". Ci guadagniamo tutti sicuramente a confrontarci lealmente e collaboriamo a raggiungere ogni traguardo possibile INSIEME.
Grazie a tutti e a risentirci.
Gianni Mari

lunedì 26 maggio 2008

Razza Partigiana



Ufficio per la valorizzazione della Memoria di Roma

La newsletter della Memoria

Questo ultimo numero della Newsletter della Memoria conclude il lavoro svolto negli ultimi cinque anni dall'Ufficio del Consigliere del Sindaco per la Memoria Storica. La data del 25 aprile con uno scritto di Luigi Stanziani su un protagonista poco conosciuto e molto significativo della nostra liberazione.

LA LIBERAZIONE - 4 Giugno 1944 Liberazione di Roma
25 Aprile1945, Liberazione del territorio italiano dai nazi-fascisti

Due date fondamentali nella storia della nostra città e del nostro paese. E' giusto e doveroso ricordarle sempre e comunque. Quest'anno vogliamo farlo attraverso la storia di Giorgio Marincola, nostro giovanissimo concittadino, unico italo-somalo decorato con medaglia d'oro al valor militare. Giorgio Marincola nasce a Mahaddei Uen (Somalia) nei pressi di Mogadiscio (capitale della Somalia, allora colonia italiana), il 23 settembre 1923 da Giuseppe, ufficiale di fanteria, e una donna del luogo, Ashkiro. Suo padre non sposò mai la madre perché le leggi razziali proibivano i matrimoni misti, obbligando molti militari italiani ad abbandonare le famiglie o a sottrarsi al controllo dello Stato italiano. Secondo il manuale del fascista "l'incrocio fra due razze è nocivo ad entrambe. Il prestigio di razza non si mantiene, se viene mischiato il sangue". Giorgio si trasferisce presto a Roma con il padre e con la sorella. La sua adolescenza di italo-africano non deve essere stata facile in un'epoca in cui, citando ancora il manuale: "il meticcio è un essere moralmente e fisicamente inferiore, facile vittima di gravi malattie e inclinato ai vizi più riprovevoli." Frequenta il liceo Umberto I, dove ha tra i professori Pilo Albertelli (al quale poi è stato intitolato il Liceo) che influenza profondamente lui e i suoi amici, fondando il Partito d'Azione nella capitale e organizzando la lotta partigiana, fino alla sua uccisione alle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944. Nel 1941 Giorgio si iscrive all'Università per specializzarsi in medicina tropicale e tornare in Somalia, ma non ha modo di concludere gli studi. È attivo nel Partito d'Azione, partecipando alla sfortunata difesa di Roma nel gruppo Giustizia e Libertà, inserito nella terza zona (Parioli-Nomentano-Salario). Le azioni sono quelle classiche: sabotaggio, propaganda, attacchi notturni alle truppe tedesche, trasporto di armi.
Si unisce poi alle formazioni partigiane operanti nel Viterbese. Il 4 giugno finalmente Roma è libera. Giorgio Marincola però decide di continuare la lotta al nord e si arruola, col grado di tenente, nella "Special Force" del Comando alleato. Nell'agosto 1944 viene paracadutato in Piemonte. Il "Tenente Giorgio" (utilizzerà anche gli pseudonimi di Marcuzio, Mercurio e Marino, dal cognome di uno zio col quale era cresciuto), organizza nel biellese azioni di sabotaggio e attacchi contro le forze nazifasciste. Rende preziosi servizi nel campo organizzativo e in quello informativo; partecipa a numerosi scontri a fuoco rimanendo anche ferito e dimostrando ferma decisione e notevole coraggio. È catturato dai tedeschi il 17 gennaio 1945, nei pressi di Zimone (BI), mentre ritorna da una missione a Milano per conto dell'organizzazione "Franchi". Portato a Biella presso Villa Schneider, "Marino" è costretto a parlare alla nazifascista "Radio Baita". Gli chiedono cosa sia per lui, africano, la patria. Nonostante le torture subite, risponde in modo esemplare. "Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica. La Patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i popoli del mondo. Per questo combatto gli oppressori". Dopo una dura prigionia, liberato da una missione alleata, rifiuta di porsi in salvo attraverso la Svizzera e impugna ancora le armi, insieme ai partigiani trentini. Muore presso Castel di Fiemme (Tn) il 4 maggio 1945, cioè 10 giorni dopo la data che festeggiamo come Liberazione, scontrandosi con un reparto di SS in ritirata che, a Stramentizzo, attua l'ultima strage nazista in Italia (27 massacrati tra patrioti e civili inermi). La motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare, dice: "Giovane studente universitario, subito dopo l'armistizio partecipava alla lotta di Liberazione, molto distinguendosi nelle formazioni clandestine romane per decisione, per capacità, per ardimento".
Nel gennaio del 1946, l'Università di Roma ha conferito alla memoria di Giorgio Marincola la laurea ad honorem; aveva 22 anni.
Il Comune di Roma nel 2006, su proposta dell'ANCIS, ha individuato e delimitato a Cesano, tra Via Fosso degli Arcacci e Via Giuseppe Grecceva nel XX° Municipio, Via Giorgio Marincola.
Giovedì 26 giugno ore 20, presentazione di “Razza partigiana. Storia di Giorgio Marincola” edizioni Iacobelli (2008) con gli autori Carlo Costa e Lorenzo Teodonio. Il libro è una cronologia completa della breve vita di Giorgio. Gli autori sono andati alla ricerca negli archivi con un lavoro certosino di tutte le notizie che riguardavano Giorgio. E' una ricostruzione dell'ultima parte della sua vita e con i ricordi delle persone che lo avevano conosciuto.